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mercoledì 22 aprile 2020
sabato 26 ottobre 2019
CAMBIO ALL'ORA SOLARE, SARA' L'ULTIMA VOLTA? LE NOSTRE ABITUTIDINI SAREBBERO STRAVOLTE
Alle tre di questa notte le lancette degli orologi saranno spostate un'ora indietro per tornare all'ora solare e rimmaremo così fino al 29 marzo 2020, quando torneremo all'ora legale.
E' palese a tutti che il cambio dell'ora crea tanta confusione e acclarati effetti negativi sulla salute, mentre si discute ancora sugli effetti benefici che porterebbe in termini di risparmi sul consumo di energia (nei paesi meridionali dell'Europa tantissimi mentre in quelli settentrionali quasi nulli).
Il 26 marzo 2019 il parlamento Europeo ha approvato una risoluzione legislativa che impone la fine del cambio dell'ora in tutti paesi euroepei, ma dando libera scelta ai paesi membri, da effettuarsi entro aprile del 2020, di decidere se restare all'ora legale oppure a quella solare.
Gli effetti delle decisioni prese saranno effettive dal 2021 pertanto, in pratica, l'ultimo cambio di orologi avverrà a marzo 2021 per coloro che decidono di rimanere all'ora legale e ad ottobre 2021 per quelli che invece adotteranno il passaggio definitivo all'ora solare.
Vengono snocciolati valori, statistiche, grafici e chi più ne ha più ne metta sugli effetti benefici dell'una o l'altra soluzione, ma nessuno o quasi si sofferma a valutare gli effetti pratici che comporterebbe la scelta dell'una o l'altra soluzione.
Se oggi non avvennisse nessun cambio dell'ora, cioè in pratica se l'Italia avesse deciso di mantenere l'ora legale permanente cosa accadrebbe?
Da aprile ad ottobre sarebbe tutto uguale a quanto siamo abituati a vivere, ma da novembre in poi qualcosina cambierebbe e non poco.
Ecco che cosa accadrà in concreto domani: l'alba che oggi c'è stata alle 07:29 (riferimento Pescara) tornerà indietro di 59 minuti alle 06:30, mentre il tramonto che oggi ci sarà alle 18:05 domani avverrà alle 17:04.
Fin qui nulla di strano ovviamente, ma se non ci fosse il cambio di orario cosa accadrebbe?
Ho modificato l'orario previsto spostandolo un'ora avanti ed ecco i risultati.
L'alba continuerebbe a ritardare fino a giugnere alle 08:11 a fine mese, mentre il tramonto, pur accorciandosi, rimarrebbe comunque ben oltre le ore 17.
A dicembre, mese del solstizio d'inverno si tocherebbero gli orari più estremi con l'alba che arriverebbe alle 08:33 il 31 dicembre ed il tramonto invece che raggiungerebbe il suo orario più corto tra il 5 e 13 dicembre alle 17:30.
In pratica, nelle nostre abitudini attuali, non sarebbe più stravolta la fase del tramonto come accade adesso, ma quella del mattino.
La maggior parte delle persone si alzerebbe di notte per andare a lavorare; le lezioni scolastiche inzierebbero con la luce artificiale ed il traffico cittadino del mattino avverrebbe al buio.
Insomma direi che non sarebbe una tragedia, ma di certo un cambio significativo delle abitudini mattutine.
Da gennaio le giornate inizierebbero a crescere e di conseguenza, gradualmente, sia l'alba che il tramonto si allungherebbero.
E se invece adottassimo perennemente l'orario solare?
Per quanto riguarda la situazione da ottobre a marzo sarebbe identica a quella che siamo abituati a vivere pertanto risveglio già con la luce e tramonto molto anticipato.
Le cose cambierebbero in modo significativo invece in primavera ed estate ed ecco perchè:
siamo al 29 marzo 2020 e, come potete vedere, abbiamo il salto di orario, con l'alba che, con il passaggio all'ora legale passa dalle 05:52 alle 06:50, mentre il tramonto dalle 18:25 passa alle 19:26.
Vediamo invece, mantenendo l'orario solare come sarebbero le nostre albe ed i nostri tramonti.
L'alba con il passare dei giorni, allungandosi le giornate, avverrebbe sempre prima fino ad arrivare, a metà giugno, alle 04:25, mentre dovremmo dire addio ai tramonti tardi perchè il massimo sarebbe raggiunto a fine mese alle 19:44.
A livello lavorativo, per la maggior parte delle persone, questo periodo non sarebbe certamente tanto differente dal solito, infatti alle 7 del mattino ci sarebbe già tanta luce. Il vero cambiamento avverrebbe la sera perchè dovremmo scordarci le serate con la luce fino alle 21 inoltrate.
Sceglieranno e ci adegueremo come abbiamo sempre fatto, ma di certo L'ULTIMO CAMBIO D'ORARIO avrà delle ripercussioni non indifferenti alle nostre abitudini.
E' palese a tutti che il cambio dell'ora crea tanta confusione e acclarati effetti negativi sulla salute, mentre si discute ancora sugli effetti benefici che porterebbe in termini di risparmi sul consumo di energia (nei paesi meridionali dell'Europa tantissimi mentre in quelli settentrionali quasi nulli).
Il 26 marzo 2019 il parlamento Europeo ha approvato una risoluzione legislativa che impone la fine del cambio dell'ora in tutti paesi euroepei, ma dando libera scelta ai paesi membri, da effettuarsi entro aprile del 2020, di decidere se restare all'ora legale oppure a quella solare.
Gli effetti delle decisioni prese saranno effettive dal 2021 pertanto, in pratica, l'ultimo cambio di orologi avverrà a marzo 2021 per coloro che decidono di rimanere all'ora legale e ad ottobre 2021 per quelli che invece adotteranno il passaggio definitivo all'ora solare.
Vengono snocciolati valori, statistiche, grafici e chi più ne ha più ne metta sugli effetti benefici dell'una o l'altra soluzione, ma nessuno o quasi si sofferma a valutare gli effetti pratici che comporterebbe la scelta dell'una o l'altra soluzione.
Se oggi non avvennisse nessun cambio dell'ora, cioè in pratica se l'Italia avesse deciso di mantenere l'ora legale permanente cosa accadrebbe?
Da aprile ad ottobre sarebbe tutto uguale a quanto siamo abituati a vivere, ma da novembre in poi qualcosina cambierebbe e non poco.
Ecco che cosa accadrà in concreto domani: l'alba che oggi c'è stata alle 07:29 (riferimento Pescara) tornerà indietro di 59 minuti alle 06:30, mentre il tramonto che oggi ci sarà alle 18:05 domani avverrà alle 17:04.
Fin qui nulla di strano ovviamente, ma se non ci fosse il cambio di orario cosa accadrebbe?
Ho modificato l'orario previsto spostandolo un'ora avanti ed ecco i risultati.
L'alba continuerebbe a ritardare fino a giugnere alle 08:11 a fine mese, mentre il tramonto, pur accorciandosi, rimarrebbe comunque ben oltre le ore 17.
In pratica, nelle nostre abitudini attuali, non sarebbe più stravolta la fase del tramonto come accade adesso, ma quella del mattino.
La maggior parte delle persone si alzerebbe di notte per andare a lavorare; le lezioni scolastiche inzierebbero con la luce artificiale ed il traffico cittadino del mattino avverrebbe al buio.
Insomma direi che non sarebbe una tragedia, ma di certo un cambio significativo delle abitudini mattutine.
Da gennaio le giornate inizierebbero a crescere e di conseguenza, gradualmente, sia l'alba che il tramonto si allungherebbero.
E se invece adottassimo perennemente l'orario solare?
Per quanto riguarda la situazione da ottobre a marzo sarebbe identica a quella che siamo abituati a vivere pertanto risveglio già con la luce e tramonto molto anticipato.
Le cose cambierebbero in modo significativo invece in primavera ed estate ed ecco perchè:
siamo al 29 marzo 2020 e, come potete vedere, abbiamo il salto di orario, con l'alba che, con il passaggio all'ora legale passa dalle 05:52 alle 06:50, mentre il tramonto dalle 18:25 passa alle 19:26.
Vediamo invece, mantenendo l'orario solare come sarebbero le nostre albe ed i nostri tramonti.
L'alba con il passare dei giorni, allungandosi le giornate, avverrebbe sempre prima fino ad arrivare, a metà giugno, alle 04:25, mentre dovremmo dire addio ai tramonti tardi perchè il massimo sarebbe raggiunto a fine mese alle 19:44.
A livello lavorativo, per la maggior parte delle persone, questo periodo non sarebbe certamente tanto differente dal solito, infatti alle 7 del mattino ci sarebbe già tanta luce. Il vero cambiamento avverrebbe la sera perchè dovremmo scordarci le serate con la luce fino alle 21 inoltrate.
Sceglieranno e ci adegueremo come abbiamo sempre fatto, ma di certo L'ULTIMO CAMBIO D'ORARIO avrà delle ripercussioni non indifferenti alle nostre abitudini.
sabato 12 gennaio 2019
martedì 13 marzo 2018
DA LUNEDI' RITORNO DELL'INVERNO, MA PER LA NEVE IN COLLINA ANCORA MOLTI DUBBI
Ho saputo con immensa gioia che la regione Liguria è fortemente intenzionata a denunciare quel sito nazionale tanto osannato, anche da molti di voi, per procurato allarme INGIUSTIFICATO, in occasione del maltempo di domenica scorsa. Intanto il "TEPPISTA" meteo continua imperterrito a dare disinformazione e "terrorizzare", anche perchè ha un solo grande obiettivo, cioè guadagnare a palate con i click. Poi, ma solo MOLTO POI, arriviamo noi amatori della meteo, che proviamo a fare previsioni le più attendibili possibili, ricche di se e ma come la imperfetta scienza meteo impone, che veniamo inondati di messaggi che si possono sintetizzare in una semplice frase: "MA E' VERO CHE ARRIVA DI NUOVO IL BURIAN?" Questa domanda credo che mi sia stata rivolta negli ultimi 7 giorni almeno da 100 persone!!! Visto che dire bufale funziona da domani inizierò anche io!!! Sono ancora indeciso se annunciare che il 18 maggio 2018 a Teramo cadranno 70 cm di neve oppure scrivere a caratteri cubitali che il 15 agosto 2018, su tutta la litoranea abruzzese, avremo una minima di -10 gradi.
Torno serio e cerco di farvi capire tramite gli spaghetti meteo, che rappresentano il modo più sintetico di approcciare al futuro meteo di medio/lungo periodo, cosa POTREBBE ACCADERE.
Vi posto gli spaghi dei due modelli matematici di previsione più performanti a livello mondiale, che sembrano muoversi con le stesse certezze e gli stessi dubbi.
Gli spaghi postati rappresentano i valori termici che vengono previsti alla quota di 850 hpa (circa 1400 metri). Nel grafico sopra sono riportati i valori di 22 simulazioni del modello americano GFS, che ci dicono questo: domani valori nella media del periodo, breve risalita giovedì coincidente con la fase antecedente l'arrivo della perturbazione atlantica, poi venerdì ritorno verso la normalità climatica del periodo, rappresentata dalla curva rossa. Fino a sabato/domenica i 22 spaghi risultano piuttosto compatti il che indica una forte attendibilità delle previsioni. Da lunedì invece il range termico inizia ad allargarsi in modo discretamente ampio e di conseguenza gli scenari possibili si ampliano. In questa fase previsionale l'incertezza regna sovrana e dovrebbe scattare la massima cautela, ed invece, paradossalmente, questa fase diventa terreno fertile per gli ILLUSORI METEO, che si scatenano con apocalittici articoli acchiappa click. L'unica cosa che si può realmente capire da questo andamento termico è la possibilità, discreta, di avere una fase, non breve, di clima dalle caratteristiche invernali. Tra il 20 ed il 24 marzo alcuni spaghi scivolano anche oltre i -5 gradi, che, in modo semplicistico, e non rigido, può considerarsi un valore dove sono possibili nevicate fino a quote collinari. Detto questo però potete intuire voi stessi che nulla è deciso, nulla è scontato, e dire oggi 13 marzo che tra una settimana ci sarà neve a Teramo è scorretto, mentre è più giusto affermare che potrebbe esserci una fase invernale.
Analizzando gli spaghi del modello europeo ECMWF (in questo caso le simulazioni sono 52) le cose sono abbastanza simili, con le stesse certezze fino a sabato prossimo, e le abbondanti incertezze da domenica in poi.
In sintesi quindi tempo dalle caratteristiche primaverili, sebbene le piogge spesso presenti fino a sabato/domenica, mentre da lunedì si aprono scenari tendenzialmente invernali, con un probabile ritorno del freddo pungente, ma ancora tutto da valutare se accompagnato da neve fino a quote collinari.
mercoledì 24 gennaio 2018
IL PROSSIMO FEBBRAIO COME NEL 2012? CI SONO DAVVERO MOLTE SIMILITUDINI
Fare previsioni a lunga distanza è davvero impresa titanica e l'unico modo per tuffarsi in questa avventura è cercare di capire bene cosa è accaduto in passato per trovare delle similitudini.
Vi ricordate le due super nevicate del 3 e 10 febbraio 2012? In cui tutta la provincia, dal mare alla montagna, fu coinvolta in due ondate di gelo e neve, brevi nella durata, meno di una giornata, ma davvero notevoli per intensità? Voglio ripercorrere con voi quel periodo mettendolo in parallelo con quello che potrebbe arrivare il prossimo mese.
Gli indici climatici più rilevanti in quel periodo (di cui vi ometto il significato per non appesantire l'articolo) si comportarono così: AO (ARTICO OSCILLATION) ad inizio febbraio 2012 era su valori negativi (circa -2), mentre l'indice PNA (PACIFIC/NORTH AMERICA) aveva valori positivi attorno a +1. Entrambi gli indici erano nelle condizioni ideali per irruzioni artico/siberiane e così infatti avvenne.
Adesso vi posto invece la situazione attuale e la probabile evoluzione prevista per inizio febbraio 2018. Guardate che similitudine con il 2012! L'indice AO dato su valori molto bassi, tra -2 e -3, addirittura inferiori a quelli del 2012; l'indice PNA invece, proprio in coincidenza con l'inizio di febbraio, si prevede di nuovo su valori positivi, che potrebbero arrivare quasi a +1.
Ma andiamo avanti ad osservare altri tre indici importanti, che ho riassunto nel prossimo grafico. Si tratta dell'indice NAO, di quello chiamato MJO ed infine delle SSTA.
Bene ecco riassunta la situazione nel 2012: indice NAO praticamente neutro; indice MJO in zona 6 il 3 febbraio e in zona 8 il 10 febbraio, ed infine le SSTA nella parte settentrionale dell'oceano atlantico complessivamente con anomalie positive. Anche qui tutti valori che possono favorire discese artico/siberiane ed infatti così avvenne.
Ecco invece, nel grafico prossimo la situazione prevista a febbraio 2018. L'indice MJO praticamente quasi nelle stesse posizioni tra 6 e 7; le SSTA molto positive e soltanto l'indice NAO con valori positivi, unico indice meno in coincidenza con la neutralità dei valori del 2012.
Ed ecco infine le carte meteo relative al 3 febbraio e al 10 febbraio 2012. Come potete osservare queste furono le due configurazioni bariche che si verificarono nei due eventi. Nel primo una risalita dell'anticiclone verso l'Islanda e anche oltre, e poderosa risposta gelida dell'artico verso l'Europa ed anche verso la nostra penisola; nel secondo caso un'impennata ancor più orientale che fece risalire l'anticiclone fin verso la Scandinavia e la colata gelida che arrivò fin verso la nostra penisola fu ancora più poderosa.
Il parallelismo dunque tra il 2012 ed il 2018 risulta davvero rilevante, ma questo non significa che si verifichi davvero perchè bastano piccole variazioni per avere risultati molto differenti. Per essere più realista posso affermare che ci sono una serie di indizi favorevoli ad ondate gelide artico/siberiane, che potrebbero maturare entro la prima decade di febbraio e, come ho sempre fatto in passato, se i modelli previsionali dovessero allinearsi in tal senso ve ne darò conto in largo anticipo.
giovedì 4 gennaio 2018
DICEMBRE 2017 - ANALISI
Siamo da pochi giorni proiettati verso il mese di gennaio, ma intanto si stilano i primi risultati del primo mese invernale, cioè DICEMBRE. In tantissimi associano neve uguale inverno freddo, assenza di neve uguale inverno mite, ma non è sempre così ed infatti dicembre 2017 ne è un chiaro esempio. Certamente la neve non è arrivata in pianura e neanche in bassa collina, ma di certo la mappa che vi posto, riassuntiva del mese scorso, ci evidenzia in modo molto chiaro come dicembre sia stato un mese freddo o per meglio dire in media (si consideri che la media è ricavata dai valori termici dal 1981 al 2010).
Andando ad analizzare nel dettaglio la mappa si nota come tutta l'Europa occidentale e mediterranea sia rimasta in media o anche sotto in qualche caso, mentre l'Europa centro orientale abbia subito un evidente sopra media, elevatissimo se guardiamo la Finlandia. Questo significa, a grandi linee, che le perturbazioni sono state in buona parte occidentali o settentrionali andando a colpire paesi come la Spagna, la Francia, la Gran Bretagna ed anche, spesso e volentieri l'Italia. La traiettoria frequente delle perturbazioni spiega, sempre a grandi linee, il perchè di tante nevicate in montagna, ma poche o nulla in collina. Sulla nostra provincia ed in genere sulle regioni adriatiche la neve arriva principalmente da est, mentre quando i fronti perturbati arrivano da ovest o nord/ovest il freddo, artico/marittimo o nord atlantico, è meno intenso.
Concludo dicendo dunque che, fino a questo momento, l'inverno è assolutamente tornato a fare l'inverno (dicembre 2017 è da annoverare come l'inverno più freddo da molti anni a questa parte), mentre, paradossalmente, l'anno passato, che tutti ricordano come l'inverno del secolo per quella enorme nevicata, è stato uno dei più miti degli ultimi tempi.
Ora vedremo come si comporterà gennaio e ve ne parlerò ne dettaglio ad inizio febbraio prossimo.
Ora vedremo come si comporterà gennaio e ve ne parlerò ne dettaglio ad inizio febbraio prossimo.
sabato 11 novembre 2017
CURIOSITA' CLIMATICA DI OTTOBRE 2017: HA FATTO CALDO? ASSOLUTAMENTE ERRATO.
Se facessi un sondaggio generale a tutti voi chiedendovi che tempo c'è stato ad ottobre rispondereste in coro, quasi tutti: bello e caldo.
Beh sappiate che è giusta la prima risposta ma sbagliata la seconda.
Ecco qui due carte riassuntive di ottobre stilate dal CPC (Climate Predication Center) uno degli enti più importanti che monitora il clima mondiale.
Nella prima riguardante le anomalie delle temperature di ottobre si nota subito che buona parte della penisola si trova colorata di bianco, cioè tradotto in pratica significa che si è rimasti perfettamente in media con la media trentennale (1981-2010). E tutto questo sebbene il mese appena passato sia stato per buona parte dominato da un anticiclone imponente e duraturo.
Ben diversa la situazione per quanto riguarda le precipitazioni che invece sono state molto al di sotto degli standard. Qui è rappresentata la percentuale di pioggia caduta rispetto alla media trentennale e salta subito all'occhio la siccità incredibile che ha riguardato l'intera penisola. Siamo nell'ordine di valori compresi tra lo 0% ed al massimo 25% rispetto alla media.
Concludo con una breve riflessione personale. L'uomo in generale ha una memoria molto breve, almeno in fatto di clima, e ad ogni evento straordinario, che sia di neve, di pioggia, di caldo o di freddo, si assiste alla solita frase, soprattutto delle persone più mature: da quando sono nato non ha mai fatto così caldo, così freddo, così tanta neve o così tanta pioggia. In realtà si tratta solo di percezione personale dei fenomeni climatici, che non ha nulla a che fare con i dati reali.
mercoledì 8 novembre 2017
COME SARA' L'INVERNO 2017-2018? ECCO COME LA PENSO
Sperando di non annoiare troppo .... prendetevi 15 minuti di tempo e guardate questo video. Cercherò di spiegarvi nei dettagli come la penso sull'inverno che è ormai alle porte.
mercoledì 11 ottobre 2017
OTTOBRATA TRA CLIMA E STORIA
Sin da piccolo ho sentito parlare di ottobrata ed avevo intuito che si trattava di un periodo di belle giornate pur essendo in autunno. Da alcuni anni ho scoperto anche il suo significato meteorologico, ma non mi ero mai addentrato nel conoscere perché si dicesse così.
SPIEGAZIONE CLIMATICA
Per ottobrata non si intende una semplice giornata di sole e
clima mite ad ottobre, ma una situazione climatica ben precisa, che si
caratterizza per una lunga fase anticiclonica in cui il sole domina
incontrastato e le temperature diurne risultano molto miti a dispetto di
nottate molto fresche.
La cartina che vi ho postato è una carta tecnica prevista
per sabato prossimo e, senza andare nel dettaglio, indica le figure bariche presenti
nel comparto europeo. E’ evidente l’imponente anticiclone che domina e dominerà
ancora per molti giorni il comparto europeo. Per intuire meglio sappiate che la
linea nera, quella che separa il colore verde da quello giallo, rappresenta, in
modo semplicistico, il confine tra le aree anticicloniche e quelle cicloniche
in cui vi è tempo più disturbato. Adesso capite bene che le zone europee non
interessate dall’anticiclone saranno ben poche.
SPIEGAZIONE STORICA
Sono andato a vedere l’origine della parola “ottobrata” ed
ho trovato questo nella definizione che viene data in wikipedia:
Le ottobrate (note anche come ottobrate
romane) erano tradizionali gite domenicali che si svolgevano a Roma nel mese di
ottobre fino ai primi decenni del XX secolo.
Le gite erano abitualmente svolte anche il giovedì;
nelle prime ore del mattino, dai rioni cittadini partivano
alcune carrettelle (trainate da cavalli bardati e adornati di
sonagliere) sulle quali sedevano sette ragazze vestite a festa. La comitiva era
composta, inoltre, dalla bellona, seduta accanto al carrettiere, e
da uomini, parenti ed amici, che seguivano il carro a piedi.
Le abituali mete delle gite erano il monte Testaccio,
le campagne intorno a ponte Milvio, le vigne poste tra Monteverde e porta San Pancrazio o fuori porta San Giovanni e porta Pia.
Le ottobrate sembrano discendere dalle feste baccanali e dionisiache degli antichi Romani,
celebrazioni legate al ciclo delle stagioni
Insomma era un periodo di gran festa a Roma e dintorni. Oggi
ovviamente è finito tutto, come sta accadendo per miriade di tradizioni
popolari, ma di certo in molti sfrutteranno questo periodo di calma
atmosferica, in particolare nel prossimo weekend, per tentare un’ultima
disperata sortita alla ricerca di funghi (un saluto a tutto il gruppo di
fungaioli che mi segue attraverso la condivisione dei miei post nel loro
numerosissimo gruppo fb); c’è chi mi ha chiesto ulteriori delucidazioni sul bel
tempo perché si è pronti per la imponente raccolta di olive; in molti
approfitteranno per una affascinante passeggiata in montagna oppure, al
contrario, per una sortita verso la costa per riassaporare il profumo dell’estate
ormai andata via. Insomma è la situazione ideale, per chi ne ha la possibilità,
di restare all’aperto e non rintanarsi in posti chiusi. Ci sarà tempo nei mesi prossimi per rimanere al calduccio davanti al camino, vicino ad una stufa o sotto le coperte, mentre casomai fuori piove o nevica. BUONA "GITA ROMANA" A TUTTI
martedì 26 settembre 2017
LA TRAIETTORIA DELL’URAGANO MARIA
Avrete sicuramente già sentito parlare dell’uragano Maria
che, purtroppo, ha già mietuto vittime a Portorico. Non sarà devastante come
Irma per fortuna, ma certamente metterà in apprensione molti stati dell’America
del Nord ed inizia a rappresentare una preoccupazione anche per la Gran
Bretagna. E’ certamente presto per annunciarlo con discreta fermezza, ma i
modelli previsionali dimostrano, con sempre più insistenza, la possibilità che
l’uragano possa attraversare l’intero oceano atlantico e presentarsi con ancora
discreta energia sull’isola britannica, e forse in modo ormai del tutto
smorzato anche in mediterraneo.
Vi propongo la possibile traiettoria dell’uragano che, come
potete notare, si trova in corrispondenza degli stati della Carolina ed è pronto
a risalire verso il Canada per poi, l’ultimo giorno del mese, avventurarsi in
pieno oceano atlantico e presentarsi il 2 e 3 ottobre nei paesi britannici per
poi concludere la sua lunghissima strada in mediterraneo.
Al prossimo aggiornamento per capire meglio se quella
prospettata sarà l’effettiva traiettoria di Maria.
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METEO DIDATTICA
Montorio al Vomano
Piazza Orsini, 14, 64046 Montorio Al Vomano TE, Italia
mercoledì 13 settembre 2017
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